RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

FEDERTERME: mettere a sistema tutti gli strumenti per lo sviluppo del turismo sanitario e medicale italiano e promuovere un progetto condiviso di turismo della salute.

 “L’incontro odierno al Ministero degli Affari Esteri di presentazione del progetto ‘Health in Italy’, sulla qualità del sistema sanitario italiano, turismo e attrattività dei territori ha consentito –  secondo Aurelio Crudeli, Direttore generale di Federterme Confindustria, la Federazione rappresentativa di tutte le terme italiane – di verificare una larga e positiva adesione che dovrà essere implementata con il contributo delle Istituzioni e stakeholders presenti, interessati a cogliere l’opportunità di promuovere all’estero l’offerta di turismo sanitario di qualità italiana”.

“Come Federterme – ha proseguito Crudeli – ci siamo occupati di mobilità transfrontaliera già dalle prime sentenze della Corte di Giustizia UE, nel 1998, sulla libera circolazione delle prestazioni sanitarie fino a quando, nel 2011, è arrivata la Direttiva sulla mobilità sanitaria transfrontaliera considerata un’opportunità per tutto il turismo sanitario.”

“La certezza – continua il DG di Federterme – è che vi è oggi un significativo mercato ‘aggredibile’ anche  per le prestazioni termali, che ricordo essere di natura strettamente sanitaria e che anzi, dal 2014 sono ora considerate uno strumento a disposizione anche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, grazie al progetto di ricerca  Hydroglobe  realizzato dalla FORST, la  Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale, che Federterme ha costituito nel 2003”.

“Il tema delle cure termali nel quadro del turismo della salute è stato anche uno dei temi trattati dal Tavolo tecnico per il rilancio e sviluppo del settore termale, istituito dal Ministero della Salute, e come Federterme – ha proseguito  Crudeli – siamo convinti che sia arrivato il momento per dare attuazione piena e utile al Protocollo già sottoscritto con tale Ministero”.

“Gli Accordi bilaterali conclusi dal Ministero della Salute con i Paesi interessati, Scandinavia, Nord Europa e Paesi del Golfo, insieme alla formazione in loco degli operatori sanitari rispetto alle opportunità che il sistema termale può offrire – ha concluso Aurelio Crudeli – sono a nostro avviso i primi passaggi necessari per attivare e promuovere  un progetto di turismo della salute espressione del sistema termale italiano.”

Roma, 4 ottobre 2017

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