stretta di mano per accordo nazionale prestazioni termali

stretta di mano per accordo nazionale prestazioni termali

Roma – il rinnovo dell’accordo per le prestazioni termali doveva essere firmato lo scorso Dicembre, ma alcuni veti imposti  lo fecero slittare di qualche mese. (vedi ns. articolo).

Lo scorso 2 Febbraio è stato finalmente firmato l’Accordo nazionale per l’erogazione delle prestazioni termali per il triennio dal 1° Gennaio 2016 al 31 Dicembre 2018.
Un accordo che Federterme, nella persona del Presidente Dott. Costanzo Jannotti Pecci ha firmato unitamente al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Dott. Stefano Bonaccini e la Commissione salute rappresentata dall’Assessore Coordinatore Dott. Antonino Saitta.

La trattativa, iniziata dopo lo stanziamento di circa 5 milioni di euro all’anno per tre anni previsto dalla Legge di Stabilità 2016, è durata per circa un anno: è stato verificato attentamente l’andamento della spesa termale, per la quale esiste da più di quindici anni un meccanismo di controllo che ha anticipato quello dei costi standard. Per questo il recupero dei costi di produzione è stato previsto nella misura del 3% a far data dal 1° Gennaio 2016 e per l’intero triennio.

Rivista anche la quota per la ricerca scientifica destinata dalle imprese termali che passa dallo 0,30% allo 0,40% del fatturato S.S.N. lordo ticket e d è inoltre prevista nell’accordo, l’attivazione  di un tavolo Federterme, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Sogei, per l’adozione in tempi brevi della ricetta medica dematerializzata e quindi l’inserimento delle aziende termali nel sistema Tessera Sanitaria (Sistema T.S.).

Il Presidente di Federterme Jannotti Pecci ha dichiarato: <L’accordo triennale firmato oggi da Federterme è motivo di soddisfazione per le tutte le imprese termali poiché rappresenta un riconoscimento, sia pur parziale, dei costi di produzione verificatisi nel triennio precedente e consente, allo stesso tempo, di rinnovare e implementare l’impegno della ricerca per innalzamento della qualità delle prestazioni e dei servizi termali, per affrontare le sfide della concorrenza proveniente principalmente dall’est Europa. L’intesa di oggi è anche la prova tangibile che il Sistema termale italiano non ha mai sforato il budget di spesa previsto dal Fondo Sanitario Nazionale ed ha contribuito a ridurre il ricorso ad altre prestazioni sanitarie più onerose, per le patologie di riferimento.

 

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